Calcolo dell'indennità di esproprio per terreni agricoli
Con la sentenza n. 181 del 10 giugno 2011, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi i valori agricoli medi (VAM) per calcolare l'indennità di espropriazione.
L'art. 40 del Testo Unico sugli espropri prevedeva che il calcolo doveva essere basato sul valore agricolo medio della coltura prevalente nell'area interessata. La Corte ha contestato tale pratica in quanto contrastante con gli articoli 34 e 42 della Costituzione, che garantiscono il giusto compenso per l'espropriazione e la tutela della proprietà privata.
I VAM sono stati criticati per la loro genericità, ignorando le specificità di ciascun terreno, la destinazione d'uso effettiva e le eventuali servitù. In particolare, la Corte Costituzionale ha rilevato che i VAM non costituiscono un parametro adeguato per la determinazione dell'indennità di espropriazione, in quanto:
- Sono determinati in base a criteri generici, che non tengono conto delle peculiarità specifiche di ciascun terreno;
- Non tengono conto dell'effettiva destinazione d'uso del terreno;
- Non tengono conto delle eventuali servitù che gravano sul terreno.
La Corte ha stabilito che l'indennità per terreni agricoli non edificabili deve ora basarsi sul valore venale, considerando destinazione d'uso e servitù. Questo valore è determinato da un perito che valuta posizione, qualità e produttività del terreno, oltre a eventuali strutture presenti.
La sentenza rappresenta un progresso significativo nella protezione dei diritti degli espropriati, ponendo maggiore attenzione alle caratteristiche specifiche dei terreni e assicurando una valutazione equa dell'indennità di espropriazione.
